La menzogna senza remore, l’uso di armi proibite, la violenza contro la popolazione civile: tutto ciò verrà perfezionato nella seconda guerra mondiale, ma era già stato inaugurato dalla prima. Persino la pubblicità dei più diversi prodotti commerciali, le cartoline di auguri e i giocattoli vengono stravolti allo scopo di alimentare l’odio. I responsabili politico-militari, man mano che la guerra procede, giustificano ogni mezzo adottato. Alimentano il proprio fanatismo parlando di una guerra necessaria a por fine a tutte le guerre, e, così facendo, si tagliano i ponti alle spalle. Ogni nuova leva, che getta masse enormi dall’adolescenza nella strage, è sempre l’ultima. Ogni nuovo prestito pubblico, che raspa il fondo dei risparmi, è sempre l’ultimo, così anche i risparmi precedenti non saranno “morti invano”. E’ sempre l’ultima spallata: i fronti sono immobili, ma la spinta decisiva inclinerà finalmente la bilancia dalla nostra parte.
Quello che si chiede è sempre più folle: ma, finché dura la paranoia collettiva, si salda per coerenza assurda alle follie precedenti e le redime. Il dogma secondo cui l’unico scopo è la vittoria e non il compromesso dà alla guerra un primato incrollabile sulla pace: così facendo giustifica tutti i passaggi mentali successivi. Perché combattere e morire? Perché c’è già stato tanto combattimento e tanta morte. E’ la stessa astuzia dei tempi di Ulisse. Proprio perché si è lottato tanto per prendere Troia bisogna combattere ancora: sarebbe vergognoso tornare a mani vuote!

Luigi Zoja

PARANOIA

La follia che fa la storia 

Bollati Boringhieri

2011